giovedì 25 novembre 2010

24-11-10
- NOMADI live @ Auditorium RadioItalia -
Cologno Monzese (MI)

È complicata arrivare negli studi di RadioItalia quando si avvicina l'inverno: il traffico sulla rete autostradale si fa intenso e qualche imprevisto per raggiungere la location dove ho appuntamento con persone molto care si materializza. Non appena varcata la soglia dell'edificio la tensione accumulata si scioglie però velocemente: molti i volti noti già seduti su divani e poltrone messe a disposizione dell'organizzazione, ma ovviamente la concentrazione è massima quando davanti a noi si materializzano Beppe Carletti e Danilo Sacco intervistati dalla sempre precisa Paola Gallo.
Oggi si presenta il nuovo cd pubblicato da poche settimane, quel RACCONTIRACCOLTI che omaggia una decina di cantautori e interpreti della musica italiana, partendo dall'immancabile Francesco Guccini per arrivare alla sorpresa Massimo Ranieri. Il totoscommesse impazza per sapere quali saranno i brani interpretati nell'ora di spettacolo a cui assisteranno il centinaio scarso di persone presenti che la struttura può ospitare. Dopo le foto di rito a conclusione dell'intervista, si parte.

Purtroppo l'attacco de La Dimensione, ariosa canzone del precedente ALLO SPECCHIO, non è dei migliori visto il microfono ancora chiuso di Danilo che tuttavia continua a cantare imperterrito, sicuro della professionalità dei tecnici in studio affiancati per l'occasione dallo storico Atos Travaglini. È subito tempo di omaggio,"a un grande, al grande Edo": la sempre attuale L'Isola Che Non C'è è la prescelta per scaldare il pubblico che già è partecipe e tiene il tempo con le mani nella successiva Lo Specchio Ti Riflette, brano "richiamato" dai cori dei presenti per essere ripreso almeno una volta dopo la canonica chiusura. La tastiera di Carletti e il violino di Sergio Reggioli, oggi per la verità spesso all'acustica, acconsentono e Danilo sa come esaudire la richiesta formulata. La voce dell'amico "speciale" Zucchero fa capolino sulla base registrata nel finale de Hey Man, brano scritto nel lontano 1987 dal musicista di Roncocesi a quattro mani con Gino Paoli e scelto oggi dai Nomadi per promuovere il loro cd in qualità di primo singolo. Buona la prestazione di Cico Falzone nei riff e nelle inserzioni di chitarra che lo costellano. Che poi sia sempre difficile per una band con quasi cinquant'anni di carriera alle spalle scegliere all'interno del vasto repertorio le canzoni da proporre in un breve showcase come quello odierno è comprensibile, ma con Io Voglio Vivere si va sempre sul sicuro!

Tutti si alzano in piedi e tra canti a squarciagola, applausi e salti, partecipano attivi alla sua realizzazione (vero, rispetto ad un live classico mancano i coriandoli...per fortuna!?!) incitati dallo stesso Sacco che, ricordandoci di come vox populi sia vox Dei, non ha difficoltà a riprendere due volte la canzone concludendola davvero bello carico e supportato dall'ottima band che su brani rodati come questo gira davvero a mille, con o senza pilota automatico. Ma ci sono tempi televisivi e radiofonici da rispettare perciò mettiamo da parte la voglia di riprenderla una terza volta e ci troviamo in pochi istanti a cantare l'altrettanto nota Dove Si Va, con ancora Falzone impegnato a tener calda la sua chitarra. La chicca della serata è comunque Due Re Senza Corona, fantastico brano inspiegabilmente tenuto fuori dalla tracklist di ALLO SPECCHIO per questioni, sbagliate dico io, di marketing e inserita solo ora nell'ultimo cd dopo un primo ripescaggio sulla piattaforma di iTunes. Aggressivo il basso di Massimo Vecchi, infernale il violino di Reggioli, a Cico, Beppe e Daniele Campani non resta altro che corroborare il tutto amalgamandosi alla possente voce di Sacco: grandi!!

A un quarto d'ora dalla fine ancora un sussulto: Stranamore (Pure Questo È Amore) del professore Roberto Vecchioni è eseguita magnificamente, con ancora un Danilo Sacco gran mattatore, perfettamente calato nel testo scritto dal loro amico milanese. Eppure the best has yet to come: Vent'Anni è l'apoteosi delle qualità del vocalist, protagonista di un acuto me-mo-ra-bi-le, con buona pace dei gufi a piede libero sparsi qua e là. Giù il cappello e tutti in piedi per render omaggio a quanti sono sul palco stringendosi in un unico abbraccio sulla conclusiva Io Vagabondo. Lunga vita e prosperità a tutti.

Andrea Barbaglia '10

Nessun commento:

Posta un commento