sabato 10 marzo 2012

L'ORIZZONTE DEGLI EVENTI

L'ORIZZONTE DEGLI EVENTI
Danilo Sacco
- autoproduzione - 2011

"Pensieri a voce alta". Così Danilo Sacco definisce nella prefazione scritta di suo pugno questa raccolta di "parole, pensieri e musica senza alcuna pretesa", la prima uscita (letteral)discografica al di fuori dell'impegno con i Nomadi, la band in cui entrò in punta di piedi a fianco del lungocrinito polistrumentista Francesco Gualerzi nel lontano 1993, scelto da Beppe Carletti su suggerimento di Cico Falzone per sostituire l'insostituibile, l'indimenticato Augusto Daolio scomparso solo pochi mesi prima. "Trovano posto in questo libretto canzoni che ho avuto il piacere di interpretare per sostenere varie e importanti iniziative e canzoni invece del tutto mie, intime e molto personali, scritte e cantate in momenti del mio cammino non sempre bello né sereno." Solo sette i brani proposti, a coprire un arco temporale di almeno tredici, quattordici anni nei quali viene svelato spesso un Danilo Sacco realmente a nudo, nelle parole e nei sentimenti espressi. C'è l'ampio respiro dei ritmi etno pop di Jere Jef, il tradizionale ringraziamento senegalese in lingua wolof qui utilizzato per ricordare Fabrizio Meoni, campione di motociclismo, vittima di una caduta durante la Parigi-Dakar del 2005, e per sostenere la sua fondazione che da allora opera in Africa. C'è la solidarietà che prende vita in altre forme sonore, ma con finalità non meno importanti legate in questa occasione all'associazione Soleterre i cui fondi sono impiegati per implementare il Programma Internazionale per l'Oncologia Pediatrica in Ucraina e in altri cinque Paesi in via di sviluppo, in Africa, Asia e America Latina; la toccante ballad Figli Di Chernobyl, duetto con Daniele Ronda & Folklub, è un pensiero dai colori pastello in favore delle mamme e dei bambini malati di cancro di Kiev, scelto per testimoniare il proprio impegno e la propria adesione al progetto perché ""cancro" e "bambini" sono due termini che stridono all'interno della stessa frase". C'è la voce prestata a Papa'rticolare, lettera aperta di un padre rivolta alla propria figlia, scritta ed interpretata in compagnia di Mikele Soave, allora bassista dei The Slim Simon's Terrible Friends, oggi alla ricerca di una dimensione cantautorale più intima e piena. E c'è l'omaggio a due giganti della Musica come Fabrizio De André e Massimo Bubola nella fedele riproposizione acustica della loro Fiume Sand Creek (qui ribattezzata con incisività Sand Creek). Eppure il Danilo Sacco più intimo, sincero e fragile, inerme di fronte al mistero dell' esistenza umana affiora con prepotente evidenza e necessità nelle restanti tre composizioni. Provini in realtà, all'atto della registrazione senza finalità di pubblicazione, fotografie di momenti ben precisi nella vita dell'artista astigiano, solo con i suoi pensieri e le sue cogitazioni fissate su nastro. Per ricordare un amico come Angelo Romano e meditare sul moto perpetuo dei cicli vitali le intenzioni trovano compiuta realizzazione nelle promesse cariche di speranza della sofferta Credimi. La notturna In Dubbio spalanca una finestra sul Creato pacificando le anime in pena mentre la risacca marina le culla alla luce della luna. Ascoltami è infine il tesoro nascosto di tutto il lavoro: i Black Sabbath di Changes che incontrano un fumoso Tom Waits per disquisire in merito ai sistemi filosofici dell'universo. Jazzata, "stonata", ma soprattutto viva. Accanto sono massime e riflessioni. Pensieri che rincorrono musiche e suoni che inseguono parole.

un link al seguente post è presente qui: http://www.facebook.com/pages/Danilo-Sacco/166276663397623 

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