mercoledì 27 febbraio 2013

I LOVE YOU BEARS
Dance With The Bear
- Ocarina - 2013

Con un gran dispiego di energia, melodia, elettronica e casse dritte ecco scendere in pista i dinamici Dance With The Bear. Direttamente dalla provincia ferrarese, a due passi dalle assolate spiagge dell'Adriatico, il quintetto capitanato dalla biondissima Giada Simone e dal nerboruto Michele Guberti gioca la carta del dancefloor. Risultato? Impossibile resistere, o anche solo contenersi, di fronte alle grintose sventagliate di impertinente esuberanza ritmica fuoriuscite a pieni decibel dalle casse dello stereo per merito del lavoro sulle macchine di Tommy Marchesini. Se già il singolo A Reason (riproposto pure come bonus track in un funkstep remix curato da Omar DgtlMonkey Tigrini) sintetizza in bella copia il fortunato mix di rock e ossessiva club culture alla base del progetto, We Don't Believe e I Love You Bears non fanno altro che spingere il piede sull'accelleratore, calcando la mano sulle vibrazioni e aumentando se possibile l'hype e lo spessore del sound; sempre più tondo, sempre più potente. Noi ce ne facciamo immediatamente una ragione e, pettinati dalla prima all'ultima nota del disco, continuiamo così a goderci il frullato acido fatto di synth e programmazioni elettroniche convogliate sui binari punk funk di Like An Animal, come se accanto a noi Miss Ciccone decidesse all'improvviso di cedere al fascino ruvido dell'iguana Pop lasciandosi sedurre peccaminosamente durante un banchetto dal sapore rrriot. E mentre i Prodigy giocano a fare i Sex Pistols con le Shampoo (I Want To Kill You) sembra di vedere davanti ai nostri occhi quell'onda sonora che avanza implacabile al ritmo meccanico di Go Back! travolgendo tutto ciò che incontra nel suo raggio di azione e finendo col cristallizzarci per qualche infinito secondo. Mentre procediamo a passi spediti con l'omaggio rock (in)volontario ai Bomfunk MC's della pulsante house elettronica declinata in The Future non resta che accodarsi ben presto alle derive new wave della sintetica Human Mind, un po' Serpenti, un po' Blondie, ponte mobile tra due mondi a loro modo ugualmente pop seppur con radici differenti. A voler cercare il pelo nell'uovo a tutti i costi, in ultima analisi, la mancanza di una reale varietà sonora è forse qui l'unica vera pecca di questo colorato esordio. Vista però l'intelligenza tecnica dei protagonisti, a correggere il tiro ci vorrà senz'altro poco. Chi li ha apprezzati dal vivo garantisce poi su una performance coinvolgente ed esuberante da parte dei DWTB, fatta di salutare adrenalina e sudore, trascinante e godibilissima. Nell'attesa che capitino anche dalle vostre parti, dimenticate dunque per qualche istante le preoccupazioni che vi assillano, recuperate il "pupaccio" che vi proteggeva e teneva compagnia da bambini, inforcategli un bel paio di colorati occhiali da sole, puntate senza timore le accecanti strobo caricate a palla e...benvenuti in pista da sballo!
 

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